In relazione alla mostra oggetto del post precedente è stata realizzata una pagina sul sito web della scuola di fotografia Camera Chiara.
Limitandomi a parlare di quanto riguarda me, potete trovarci altre foto riguardanti il progetto Bianco-Vuoto ed una selezione di paesaggi. In entrambi i casi ho scritto una breve descrizione per illustrare l'intento con il quale sono state scattate le fotografie in questione; descrizione che potrebbe risultare utile soprattutto per quanto riguarda le opere dal carattere più concettuale, che risultano giocoforza più oscure.
giovedì 30 settembre 2010
venerdì 24 settembre 2010
Mostra fotografica
La scuola di fotografia Camera Chiara celebra l'inizio del suo secondo anno di attività con una mostra fotografica nella quale saranno esposti i lavori degli iscritti ai corsi base ed al corso annuale.
Il vernissage si terrà venerdì 24 settembre, a partire dalle ore 19:00, presso la sede dall'associazione; resterà visitabile fino al 2 ottobre, tutti i giorni (tranne le domeniche), dalle ore 19:00 alle 21:00.
Di seguito le indicazioni per raggiungerla:
Visualizzazione ingrandita della mappa
domenica 19 settembre 2010
Wake Up!
Pare inarrestabile il dilagare dell'ignoranza e, soprattutto, dell'indifferenza.
Giovani, adulti, anziani, accomunati da un torpore mentale che si avvicina ogni giorno pericolosamente al coma: indifferenti e al contempo causa della decadenza culturale che li circonda, orgogliosi della propria grettezza, trascorrono la propria vita per inseguire un oggetto da ostentare, spesso simbolo di conformismo.
Corpi sprecati, nei quali sarebbero potuti vivere brillanti luminari, o quantomeno anime in grado di dare un motivo alla propria limitata esistenza; tonnellate di carne destinate a consumarsi senza un perché.
In sintesi: gente inutile.
Eppure si lancia di tanto in tanto un grido disperato: un richiamo all'impegno sociale, politico, civile, un invito a riappropriarsi delle proprie sorti attraverso la conoscenza.
Dante Alighieri, nella Divina Commedia, fece pronunciare ad Ulisse i celebri versi:
Noi, che siamo privi delle doti letterarie di Dante, possiamo soltanto formulare un urlo sgraziato, animalesco:
Giovani, adulti, anziani, accomunati da un torpore mentale che si avvicina ogni giorno pericolosamente al coma: indifferenti e al contempo causa della decadenza culturale che li circonda, orgogliosi della propria grettezza, trascorrono la propria vita per inseguire un oggetto da ostentare, spesso simbolo di conformismo.
Corpi sprecati, nei quali sarebbero potuti vivere brillanti luminari, o quantomeno anime in grado di dare un motivo alla propria limitata esistenza; tonnellate di carne destinate a consumarsi senza un perché.
In sintesi: gente inutile.
Eppure si lancia di tanto in tanto un grido disperato: un richiamo all'impegno sociale, politico, civile, un invito a riappropriarsi delle proprie sorti attraverso la conoscenza.
Dante Alighieri, nella Divina Commedia, fece pronunciare ad Ulisse i celebri versi:
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza
Noi, che siamo privi delle doti letterarie di Dante, possiamo soltanto formulare un urlo sgraziato, animalesco:
Wake Up!
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domenica 12 settembre 2010
Bianco-Vuoto
Il progetto Bianco-Vuoto nasce nel 2010 come esercizio: il mio docente di fotografia, Francesco De Napoli, mi esortò a dare forma ad immagini che contenessero uno stato d'animo, un'emozione, una sensazione.
Il risultato è stato una serie di immagini in cui minuscoli esseri umani sono circondati da una distesa di nulla, o meglio, di vuoto. Il rapporto fra il soggetto e lo spazio che lo circonda è complesso: si prova in molti modi a migliorare chi e cosa ci circonda; gli esiti sono però spesso scoraggianti, evidenziando l'impotenza di chi intraprende tale cammino infruttuoso, costringendolo infine a ripiegarsi su se stesso e diventare indifferente al contesto quotidiano.
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| 3 Queste fotografie sono state esposte da l6 al 22 agosto 2010 nella mostra collettiva Percepire il territorio, a Giovinazzo (BA). Per tale occasione Lucrezia Modugno ha fornito la propria interpretazione di questo lavoro:
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